sabato 26 luglio 2014

Canzoni proibite: PIPPO FRANCO ovvero HAI STATA TU


AVVERTENZA:
Il testo che si presenta, per i suoi contenuti, potrebbe causare insicurezza e turbamento in menti giovani e non ancora formate. Se ne consiglia pertanto la lettura solo a un pubblico adulto e che abbia adempiuto l’obbligo di istruzione. 

(Mario Castellacci, Pier Francesco Pingitore, Luigi Proietti, Franco Pippo, dall’album cara kiri, 1971) 

Hai stata tu
che s’è infranto er nostro amore.
Hai stata tu
chi se lo fosse mai creso.
Io darebbe chissacché
se tu diceressi ancor:
“Si vediamo,
si vediamo questa sera.”
De cui
io sarebbe assai felice.
La quale
se tu mi telefonando
direbbi che mi ami
che torneressi entrambi con me.

Ho stato io
che ti dissi: “Vadi pure.”
Hai stata tu

che s’è chiusa quella porta.
Ribbadiscimi che tu,
rivivendo un’arba traggica,
te sei ‘strutta
pe’ l’amore mio de me.

Semo stati tutt’e due
che si abbiamo fatto male
siamo stati un po’ per uno
che corressimo sur filo.
Sul rasore dell’amor
nun ce cresce erba fugace.
Tutto tace
e la luce si spegnò.
E la luce si spegnò!
Mia cara, fatte conto
che la luce si spegnò!




PIPPO FRANCO
pseudonimo di
FRANCESCO PIPPO
(Roma, 1940)



Gli errori di Ho rimasto (versione italiana di What do you want to make those eyes at me for, tradotta e cantata da Don Backy) e di Ho soffrito per te (Jannacci, Ponzoni, Pozzetto, Marchesi) appaiono come roba da dilettanti se confrontati con quelli di questa canzone di Pippo Franco. Perché qui, direbbe Paolo Conte, si sbaglia da professionisti: nel testo, al posto degli errori, si fa prima a contare le locuzioni corrette!
La cosa più notevole è però, secondo me, il finale: quel perentorio la luce si spegnò che, alla maniera di Beethoven (Ludwig, non rivoltarti nella tomba!) sembra sempre l’ultimo e definitivo e invece continuamente risorge per morire di nuovo. Avrebbe funzionato altrettanto bene la luce si spense? No, certamente. E questo vi insegni, miei diletti, che, a dispetto dei professori, qualche volta sbagliare è necessario.



SITI INTERNET
Nel blog Il negozio di Euterpe trovate una recensione dell’album cara kiri (clic).

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