ovvero
COME SONO NATE LE MIE FILASTROCCHE

FARE VARIAZIONI SU UNA FILASTROCCA NOTA – 1
AMBARABÀ CICCÌ COCCÒ - 1
A un architetto capita di costruire case nuove, ma anche di ristrutturare case vecchie; lo stesso succede a un filastrocchiere: può creare filastrocche inedite, ma può anche rielaborare filastrocche esistenti. Partire da materiale preesistente, da guardare con occhi nuovi e sotto una prospettiva inedita, può essere un buon innesco per la creatività.
Prendiamo per esempio la notissima filastrocca nonsense:
Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si ammalò, / Il dottore si arrabbiò,
ambarabà ciccì coccò.
La cosa più curiosa e sorprendente di questo testo è costituita dalle civette che corteggiano (questo è il significato originario di “fare l’amore”) la figlia del dottore. Io ci ho pensato un po’ su: si può dare una spiegazione scherzosa? Beh, se pensiamo che civetta significa anche, in senso figurato, donna vanitosa e frivola che cerca di attirare in modo malizioso l’attenzione e l’ammirazione maschile (Tullio De Mauro, Il dizionario della lingua italiana, Torino, Paravia, 2000), allora tutto si spiega:
Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
CON LA FIGLIA DEL DOTTORE?!?
Io spiegarvelo saprei:
è civetta un po’ anche lei!
Un’altra possibilità è quella di invertire i termini: siccome questa non è matematica, cambiando l’ordine dei termini, il risultato cambia. Invertendo i termini cambiano le rime, ed è perciò necessario riscrivere la storia, facendo delle variazioni. Proviamo allora a invertire i termini dell’incipit:
Ambarabà ciccì coccò → Ambarabà coccò ciccì
Ambarabà ciccì coccò → Ciccì coccò ambarabà
e cerchiamo altri animali corteggiatori che sostituiscano le civette: ambarabà suggerisce gagà, che fa pensare al frac, e dunque ai pinguini; ciccì suggerisce chicchirichì, e dunque dei galletti, perfetti per fare, appunto, i “galletti” (galletto = uomo che corteggia le donne con baldanzosa spavalderia, De Mauro); cerchiamo pure un terzo incomodo, che non approva: ambarabà suggerisce pascià (titolo onorifico dell’Impero Ottomano) e ciccì, tanto per restare in ambito islamico, cadì (= magistrato islamico).
Ne viene fuori:
Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si arrabbiò,
ambarabà ciccì coccò.
Ambarabà coccò ciccì,
tre galletti nel tassì
tutti a far “chicchirichi”
per la figlia del cadì.
Il cadì non lo gradì,
ambarabà coccò ciccì.
Ciccì coccò ambarabà,
tre pinguini sul sofà
che facevano i gagà
con la figlia del pascià.
Al pascià però non va,
ciccì coccò ambarabà.
Altra possibilità: sostituire le parole senza senso dell’incipit con altre dotate di significato. A me ambarabà ha fatto pensare ad ambaradan = grande confusione, baraonda (De Mauro). Una filastrocca che parla di baraonda: bello no? Prometteva bene; ma come trasformare ciccì e coccò? Presto fatto: cin cin e King Kong:
Ambaradan, cin cin, King Kong,
Il verso successivo è arrivato subito:
tre cinesi sul Mekong
A fare cosa? Beh, la rima e l’ambientazione suggerivano immediatamente:
che giocavano a ping pong
In tre? Manca il quarto. Dato che siamo in Cina, ho pensato all’imperatore Ming; però Ming non rima con pong... ma con ping sì! Ecco allora la filastrocca completa:
Ambaradan, cin cin, King Kong,
tre cinesi sul Mekong
che giocavano a ping pong
(alternandolo al pong ping)
con l’imperatore Ming
finché non suonava il gong;
ambaradan, cin cin, King Kong.
Le variazioni su Ambarabà ciccì coccò
fanno parte della raccolta
GIRO GIRO QUADRO... TUTTO VA A SOQQUADRO!
Sarnus editore, settembre 2012.
Se l’argomento ti interessa, puoi leggere anche:
FARE UNA FILASTROCCA – 2
FARE UNA FILASTROCCA – 3
FARE UNA FILASTROCCA – 4
FARE UNA FILASTROCCA – 5
FARE UNA FILASTROCCA – 6
FARE UNA FILASTROCCA – 7
FARE UNA FILASTROCCA – 8
FARE UNA FILASTROCCA – 9
FARE UNA FILASTROCCA – 10
FARE UNA FILASTROCCA – 11
FARE UNA FILASTROCCA – 12
FARE UNA FILASTROCCA – 13
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Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si ammalò, / Il dottore si arrabbiò,
ambarabà ciccì coccò.
La cosa più curiosa e sorprendente di questo testo è costituita dalle civette che corteggiano (questo è il significato originario di “fare l’amore”) la figlia del dottore. Io ci ho pensato un po’ su: si può dare una spiegazione scherzosa? Beh, se pensiamo che civetta significa anche, in senso figurato, donna vanitosa e frivola che cerca di attirare in modo malizioso l’attenzione e l’ammirazione maschile (Tullio De Mauro, Il dizionario della lingua italiana, Torino, Paravia, 2000), allora tutto si spiega:
Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
CON LA FIGLIA DEL DOTTORE?!?
Io spiegarvelo saprei:
è civetta un po’ anche lei!
Un’altra possibilità è quella di invertire i termini: siccome questa non è matematica, cambiando l’ordine dei termini, il risultato cambia. Invertendo i termini cambiano le rime, ed è perciò necessario riscrivere la storia, facendo delle variazioni. Proviamo allora a invertire i termini dell’incipit:
Ambarabà ciccì coccò → Ambarabà coccò ciccì
Ambarabà ciccì coccò → Ciccì coccò ambarabà
e cerchiamo altri animali corteggiatori che sostituiscano le civette: ambarabà suggerisce gagà, che fa pensare al frac, e dunque ai pinguini; ciccì suggerisce chicchirichì, e dunque dei galletti, perfetti per fare, appunto, i “galletti” (galletto = uomo che corteggia le donne con baldanzosa spavalderia, De Mauro); cerchiamo pure un terzo incomodo, che non approva: ambarabà suggerisce pascià (titolo onorifico dell’Impero Ottomano) e ciccì, tanto per restare in ambito islamico, cadì (= magistrato islamico).
Ne viene fuori:
Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si arrabbiò,
ambarabà ciccì coccò.
Ambarabà coccò ciccì,
tre galletti nel tassì
tutti a far “chicchirichi”
per la figlia del cadì.
Il cadì non lo gradì,
ambarabà coccò ciccì.
Ciccì coccò ambarabà,
tre pinguini sul sofà
che facevano i gagà
con la figlia del pascià.
Al pascià però non va,
ciccì coccò ambarabà.
Altra possibilità: sostituire le parole senza senso dell’incipit con altre dotate di significato. A me ambarabà ha fatto pensare ad ambaradan = grande confusione, baraonda (De Mauro). Una filastrocca che parla di baraonda: bello no? Prometteva bene; ma come trasformare ciccì e coccò? Presto fatto: cin cin e King Kong:
Ambaradan, cin cin, King Kong,
Il verso successivo è arrivato subito:
tre cinesi sul Mekong
A fare cosa? Beh, la rima e l’ambientazione suggerivano immediatamente:
che giocavano a ping pong
In tre? Manca il quarto. Dato che siamo in Cina, ho pensato all’imperatore Ming; però Ming non rima con pong... ma con ping sì! Ecco allora la filastrocca completa:
Ambaradan, cin cin, King Kong,
tre cinesi sul Mekong
che giocavano a ping pong
(alternandolo al pong ping)
con l’imperatore Ming
finché non suonava il gong;
ambaradan, cin cin, King Kong.
Le variazioni su Ambarabà ciccì coccò
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FARE UNA FILASTROCCA – 2
FARE UNA FILASTROCCA – 3
FARE UNA FILASTROCCA – 4
FARE UNA FILASTROCCA – 5
FARE UNA FILASTROCCA – 6
FARE UNA FILASTROCCA – 7
FARE UNA FILASTROCCA – 8
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